Simona Andrioletti - If you feel me, I am you
Simona Andrioletti, If you feel me, I am you, 2026, installation view @RIBOT
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Inaugurazione:
29 gennaio 2026
18:00 – 21:00
Mostra:
29 gennaio – 7 marzo 2026
Comunicato stampa

If you feel me, I am you più che un titolo è uno statement. È un invito all’empatia che si rivolge direttamente allə spettatorə, suggerendo che il riconoscimento nasce dall’esperienza condivisa: «Se capisci di cosa sto parlando, è perché è successo anche a te».

 

Nella sua prima mostra personale a RIBOT gallery, Simona Andrioletti presenta un nuovo nucleo di opere che prosegue la sua indagine sull’attivismo socio-politico, la violenza sistemica e le architetture psicologiche che costruiamo per sopravvivere. La violenza di genere, affrontata da una prospettiva intersezionale, attraversa la mostra non come tema, ma come condizione che modella i corpi, i comportamenti e gli spazi che abitiamo.

 

La mostra si sviluppa su due livelli. Al piano terra, grandi lavori trapuntati sono sospesi a strutture metalliche assemblate con tubi da impalcatura. Realizzate con diversi tipi di tessuti imbottiti e appese tramite ganci in alluminio tagliati al laser dall’artista, queste opere appaiono al tempo stesso morbide e difensive. Le loro superfici imbottite, nei toni del blu e del bianco, presentano disegni cuciti a macchina che raffigurano frammenti di armature medievali, come elmi e guanti. Sembrano quasi istruzioni per vestirsi, per preparare il corpo alla battaglia. Ogni trapunta diventa un’armatura, o una parte di essa, trattenendo al proprio interno la tensione irrisolta tra cura e difesa, vulnerabilità e aggressione.

 

La trapuntatura, tecnica di cucitura in rilievo originatasi nel Mediterraneo tra il XIII e il XIV secolo, è storicamente legata alla protezione. Andrioletti rintraccia questa tradizione nei gambesoni medievali, indumenti imbottiti indossati dai soldati che non potevano permettersi un’armatura metallica. Questa storia risuona nel presente. Per le minoranze di genere, la protezione è raramente opzionale: è qualcosa che si apprende, si improvvisa, si porta con sé. Questa ricerca si estende oltre i trapunti in una giacca bomber appositamente progettata per la comunità FLINTA, dotata di strumenti di autodifesa non violenti come tappi anti-spiking, un passamontagna e un fischietto ad alta intensità sonora. Oggetti che riconoscono insieme la minaccia e la capacità di agire.

 

Alcuni trapunti appaiono come frammenti, uniti da cerniere. Queste chiusure somigliano tanto a cicatrici quanto a cuciture, segni di rottura e di riparazione. La cerniera diventa una metafora silenziosa ma potente per creare permanenza, per immaginare una connessione oltre la separazione. Parti disperse potranno un giorno riunirsi, richiudersi. In questo gesto, Andrioletti propone una comunità che esiste nella distanza, sostenuta dalla consapevolezza di una possibile riunione.

 

Al piano inferiore della galleria, lə visitatorə deve entrare in una gabbia per poter vedere le opere. Alcune delle sue sbarre sono composte da frasi scritte dall’artista — Broken bones shattered souls — espressioni che parlano di paura, rabbia e memoria corporea. Qui il linguaggio diventa struttura e le parole diventano sbarre. All’interno, accanto a una trapunta che raffigura un elmo, degli spallacci e una corazza, compare l’immagine di una donna che piange e di due donne che si stringono l’una all’altra, quasi sul punto di baciarsi. Queste figure richiamano l’iconografia mariana delle scene della Crocifissione, come gesti di lutto, cura e dolore collettivo. Si percepisce che, all’interno dell’architettura della difesa, la vulnerabilità persiste.

 

La gabbia funziona come metafora della mente dopo il trauma: una struttura costruita per proteggere, contenere, restare vigile. È al tempo stesso confinamento e strategia di sopravvivenza. Per vedere le opere, lə spettatorə devono avvicinarsi alle sbarre, sporgersi, portare i propri corpi a ridosso. Guardare diventa un atto fisico, un esercizio di prossimità ed esposizione.

 

Per Andrioletti, il tessuto è anche un veicolo di memoria. Parte di una generazione di artiste che tornano a una genealogia femminile, ha realizzato queste opere a Bergamo, nella casa della nonna, un tempo sede di un laboratorio di cucito. Lavorando fianco a fianco, la realizzazione dei trapunti ha favorito tra di loro conversazioni sulla violenza di genere, sulla maternità e le scelte riproduttive, sull’identità sessuale e la non conformità. L’atto del fare si è trasformato in una forma di ascolto, di trasmissione, di riflessione condivisa.

 

Nella mostra If you feel me, I am you, la storia personale e il trauma collettivo vengono cuciti insieme attraverso gesti di protezione e di cura. La mostra non offre una risoluzione, ma un riconoscimento. Insiste sul fatto che la solidarietà non è astratta né simbolica, ma incarnata. È qualcosa che si apprende, si indossa, si condivide. Oggi rimane al tempo stesso una necessità e una possibilità fragile e urgente.

 

Luisa Seipp

 

 

 

Simona Andrioletti (Bergamo, 1990) vive e lavora a Monaco di Baviera. Sue mostre personali e collettive si sono tenute presso: Mart, Rovereto, 2026; Eigen Art Lab, Berlino, 2026; Spazju Kreattiv, Valletta, 2026; Kunsthalle Mannheim, Mannheim, 2025; Kunstverein e.V, Monaco di Baviera, 2025-2024; /SAC Bucharest, 2025; Bayrischer Hof, Monaco di Baviera, 2025; Galerie im Saalbau, Berlino, 2025; DG Kunstraum, Monaco di Baviera, 2024; RIBOT gallery, Milano, 2024; Villa Stuck, Monaco di Baviera, 2022; Lothringer13 Halle, Monaco di Baviera, 2022; Museo Novecento, Firenze, 2020; Federkiel Stiftung, 2019; Nir Altman Galerie, Monaco di Baviera, 2018; MACRO, Roma, 2017. I premi includono: USA-Stipendium, the Bayerisches Staatsministerium für Wissenschaft und Kunst, 2026; Atelierpreis award, the Bayerisches Staatsministerium für Wissenschaft und Kunst, Monaco di Baviera, 2026; Förderung der Chancengleichheit für Frauen in Forschung und Lehre, Bavarian Ministry of Science and Art, 2025; Preis der Akademie aus den Stipendienfonds, Monaco di Baviera, 2022; TalentPrize, 2022.

Simona Andrioletti, CS, 2026, RIBOT.pdf
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Simona Andrioletti, PRESS RELEASE, 2026, RIBOT.pdf
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